Dolore al tallone: cause principali, fascite plantare e rimedi
Il dolore al tallone è uno dei disturbi del piede più frequenti negli adulti. Colpisce chi passa molte ore in piedi, chi corre, chi è in sovrappeso o indossa scarpe poco adatte, ma può comparire anche senza una causa evidente. Nella maggior parte dei casi dipende da un sovraccarico della fascia plantare o dei tendini che si inseriscono sul calcagno e migliora con rimedi semplici e un po’ di pazienza. Più raramente è il segnale di una frattura, di un problema ai nervi o di una malattia infiammatoria, e richiede una valutazione medica.
In questo articolo vediamo le cause principali del dolore al tallone, i rimedi immediati da mettere in pratica e i segnali che indicano quando è il caso di rivolgersi al medico.
Perché fa male il tallone? Le cause principali
Fascite plantare
È la causa più comune. La fascia plantare è una banda di tessuto fibroso che va dal calcagno alla base delle dita e sostiene l’arco del piede. Quando è sottoposta a sollecitazioni ripetute si irrita e fa male nella parte inferiore del tallone. Il sintomo tipico è il dolore ai primi passi del mattino o dopo essere stati a lungo seduti, che si attenua camminando e torna dopo molte ore in piedi. Nel linguaggio comune si parla spesso di «tallonite».
Sperone calcaneare
Lo sperone è una piccola escrescenza ossea sulla parte inferiore del calcagno, visibile alla radiografia. Si trova spesso in chi soffre di fascite plantare, ma anche in molte persone senza alcun dolore: per questo il dolore dipende di solito dall’infiammazione dei tessuti intorno, non dallo sperone in sé.
Tendinopatia achillea
Il tendine d’Achille si inserisce sulla parte posteriore del calcagno. Il sovraccarico, tipico di chi corre o aumenta in fretta l’allenamento, provoca dolore e rigidità dietro al tallone, più intensi al mattino e all’inizio dell’attività. A volte il tendine appare ispessito.
Borsite retrocalcaneare
Tra il tendine d’Achille e il calcagno c’è una piccola borsa che riduce l’attrito. Se si infiamma, per esempio per scarpe rigide che premono sul retro del piede, il tallone diventa dolente, gonfio e a volte arrossato.
Frattura da stress del calcagno
Carichi ripetuti, come aumenti rapidi della corsa o lunghe marce, possono causare piccole fratture dell’osso. Il dolore cresce durante l’attività, è presente anche schiacciando il tallone ai lati e non passa con il riposo breve.
Compressione di un nervo
Nella sindrome del tunnel tarsale un nervo viene compresso all’interno della caviglia. Al dolore si associano bruciore, formicolio o intorpidimento della pianta del piede e del tallone, spesso peggiori di notte.
Altre cause
Nei ragazzi tra gli 8 e i 14 anni che fanno sport il dolore al tallone dipende spesso dalla malattia di Sever, un’infiammazione della cartilagine di crescita del calcagno che si risolve con la fine dello sviluppo. Negli adulti il dolore può dipendere anche dall’assottigliamento del cuscinetto di grasso sotto il tallone, da malattie reumatiche infiammatorie o, più raramente, da infezioni.
Cosa bisogna fare quando ti fa male il tallone?
Nella maggior parte dei casi, soprattutto nella fascite plantare, i rimedi immediati sono semplici:
- Ridurre il carico per qualche giorno: limitare corsa, salti e lunghe camminate, senza smettere del tutto di muoversi. Nuoto e bicicletta sono in genere ben tollerati.
- Applicare il freddo sul tallone per 15-20 minuti, più volte al giorno, avvolgendo il ghiaccio in un panno. Un metodo pratico è far rotolare sotto il piede una bottiglietta d’acqua ghiacciata.
- Fare stretching della fascia plantare e del polpaccio, soprattutto al mattino prima di alzarsi e prima di camminare a lungo.
- Scegliere scarpe adatte: suola ammortizzata, buon sostegno dell’arco e un piccolo rialzo del tallone. Meglio evitare di camminare scalzi su superfici dure, le ciabatte piatte e le scarpe consumate.
- Usare talloniere o plantari in silicone, che riducono il carico sul tallone. Nei casi che si ripetono possono servire plantari su misura.
- Controllare il peso, perché il sovrappeso aumenta il carico sulla fascia plantare a ogni passo.
Come disinfiammare una tallonite?
La tallonite, cioè di solito la fascite plantare, guarisce nella grande maggioranza dei casi con il trattamento conservativo, ma servono tempo e costanza: spesso alcuni mesi. Oltre ai rimedi descritti sopra, lo specialista può indicare:
- fisioterapia, con esercizi di allungamento e rinforzo dei muscoli del piede e del polpaccio e terapie fisiche strumentali come la tecarterapia;
- onde d’urto, utili nelle forme che non migliorano dopo alcuni mesi di trattamento;
- tutori notturni, che mantengono il piede in leggero allungamento durante il sonno e riducono il dolore del mattino;
- infiltrazioni, solo in casi selezionati e su indicazione dello specialista, che ne valuta benefici e rischi.
L’intervento chirurgico è riservato ai pochi casi che non rispondono a mesi di terapie conservative. Presso Santagostino Dyadea è attiva la chirurgia del piede, a cui lo specialista può indirizzare quando necessario.
Qual è il miglior antinfiammatorio per la tallonite?
Non esiste un antinfiammatorio migliore in assoluto. Per il dolore al tallone si usano di solito i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene o naprossene, per bocca o in gel da applicare sulla zona. Riducono il dolore nelle fasi più intense, ma non curano la causa: per questo vanno associati agli esercizi e alle altre misure.
I FANS vanno usati per periodi brevi, seguendo il foglietto illustrativo e chiedendo consiglio al medico o al farmacista, soprattutto in caso di problemi di stomaco, reni, pressione alta, gravidanza o se si assumono altri farmaci. Il paracetamolo può essere un’alternativa per il solo dolore. Le infiltrazioni di cortisone sono una scelta dello specialista, non un trattamento di prima linea.
Quando è necessario preoccuparsi per il dolore al tallone?
Il dolore al tallone raramente è un’urgenza. Alcuni segnali, però, richiedono una valutazione medica rapida.
Rivolgiti subito al pronto soccorso se:
- il dolore compare dopo una caduta o un salto e non riesci ad appoggiare il piede;
- hai sentito uno schiocco dietro la caviglia, come un colpo, e fatichi a camminare sulle punte: può essere una rottura del tendine d’Achille;
- il tallone è gonfio, caldo e arrossato e hai la febbre.
Prenota una visita medica in tempi brevi se:
- il dolore non migliora dopo 2-3 settimane di rimedi;
- il dolore è presente anche a riposo o di notte;
- compaiono formicolio, bruciore o intorpidimento al piede;
- il dolore interessa entrambi i talloni o si associa a dolori e gonfiori in altre articolazioni;
- hai il diabete: anche un piccolo problema al piede va valutato presto (approfondisci in Il piede diabetico);
- il dolore riguarda un bambino o un ragazzo che fa sport.
Quali esami fare per il dolore al tallone?
Nella fascite plantare tipica la diagnosi si basa sulla visita e di solito non servono esami. Gli approfondimenti diventano utili se il dolore persiste o il medico sospetta un’altra causa:
- ecografia, per valutare lo spessore della fascia plantare, il tendine d’Achille e le borse (presso la diagnostica ecografica dei centri Dyadea);
- radiografia del piede, per vedere sperone calcaneare, fratture o alterazioni dell’osso;
- risonanza magnetica, quando si sospetta una frattura da stress non visibile alla radiografia o una lesione dei tendini;
- esami del sangue, se il medico sospetta una malattia infiammatoria;
- elettromiografia, in caso di formicolio o intorpidimento persistenti.
A quale specialista rivolgersi per il dolore al tallone?
Il primo riferimento è il medico di medicina generale. In base alla causa sospettata, gli specialisti di riferimento sono:
- l’ortopedico, per fascite plantare, tendinopatie, fratture e problemi strutturali del piede;
- il fisiatra, per impostare un percorso di riabilitazione;
- il medico dello sport, per chi pratica attività fisica;
- il reumatologo, se il dolore si associa a quello di altre articolazioni o a rigidità mattutina prolungata;
- il pediatra, per bambini e ragazzi.
Presso i centri Santagostino Dyadea di Bologna è possibile prenotare visite ortopediche, fisiatriche e di medicina dello sport, eseguire ecografie e radiografie presso la diagnostica per immagini e seguire percorsi di fisioterapia.
Domande frequenti sul dolore al tallone
Quanto dura la fascite plantare?
Con il trattamento conservativo la maggior parte delle persone migliora nell’arco di alcune settimane o mesi. In alcuni casi i sintomi durano più a lungo, fino a un anno, soprattutto se il carico sul piede non viene ridotto.
Per il dolore al tallone è meglio il caldo o il freddo?
Nella fascite plantare e nelle infiammazioni recenti è in genere più utile il freddo, che riduce dolore e infiammazione. Il caldo può aiutare a sciogliere la rigidità prima dello stretching.
Camminare fa bene o male alla tallonite?
Non serve il riposo assoluto. Conviene ridurre le camminate lunghe e le attività di impatto finché il dolore è forte, e mantenere attività a basso carico come nuoto o bicicletta.
Lo sperone calcaneare va operato?
Quasi mai. Lo sperone di per sé spesso non è la causa del dolore, che migliora con le stesse terapie della fascite plantare. La chirurgia è riservata a casi molto selezionati.
Perché il tallone fa male soprattutto al mattino?
Durante la notte la fascia plantare si accorcia. Ai primi passi viene messa in tensione all’improvviso e fa male; camminando si allunga e il dolore si attenua. Per questo lo stretching prima di alzarsi dal letto è particolarmente utile.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. In presenza di sintomi persistenti o preoccupanti, rivolgiti al tuo medico o a uno specialista.