Orecchie che fischiano: possibili cause e cosa fare
Sentire le orecchie che fischiano significa percepire un suono, come un fischio, un ronzio o un sibilo, senza che ci sia una fonte esterna. In medicina si chiama acufene (o tinnito). È molto comune: spesso è passeggero, per esempio dopo un concerto, e scompare in poche ore.
Quando dura a lungo, le cause più frequenti sono l’esposizione al rumore e la riduzione dell’udito legata all’età. Può dipendere anche da un tappo di cerume, da un’otite, da alcuni farmaci o da disturbi della mandibola e del collo. Più raramente è il segnale di un problema da approfondire subito.
Cos’è l’acufene
L’acufene non è una malattia, ma un sintomo. Può essere:
- in un orecchio o in entrambi, oppure percepito “nella testa”;
- continuo o intermittente;
- acuto (un fischio) o grave (un ronzio, un rombo);
- pulsante, cioè a ritmo con il battito del cuore: in questo caso si parla di acufene pulsante e va sempre valutato.
Molte persone lo notano soprattutto la sera o nel silenzio, quando i rumori di fondo non lo coprono.
Orecchie che fischiano: le possibili cause
- Esposizione a rumori forti: concerti, discoteche, cuffie ad alto volume, ambienti di lavoro rumorosi. Il fischio dopo una serata rumorosa è in genere temporaneo, ma esposizioni ripetute possono danneggiare l’udito in modo permanente.
- Calo dell’udito legato all’età (presbiacusia): è una delle cause più frequenti di acufene cronico dopo i 60 anni.
- Tappo di cerume o otite: ostacolano il passaggio del suono e possono dare fischi e senso di orecchio chiuso.
- Disfunzione della tuba di Eustachio: con il raffreddore, in aereo o in montagna.
- Farmaci: alcuni medicinali possono causare o peggiorare l’acufene, per esempio l’acido acetilsalicilico ad alte dosi, alcuni antibiotici, diuretici e chemioterapici. Il farmaco non va sospeso di propria iniziativa: bisogna parlarne con il medico.
- Malattia di Ménière: si manifesta con episodi di vertigine, acufene, calo dell’udito e senso di orecchio pieno.
- Disturbi della mandibola (ATM) e tensioni cervicali: possono modificare o accentuare l’acufene.
- Stress, ansia e sonno scarso: di solito non lo causano da soli, ma ne aumentano la percezione e il fastidio.
- Cause vascolari e sistemiche, soprattutto nell’acufene pulsante: pressione alta, anemia, ipertiroidismo o, più raramente, alterazioni dei vasi sanguigni vicino all’orecchio.
- Neurinoma dell’acustico: è un tumore benigno e raro del nervo dell’udito. Va sospettato quando l’acufene e il calo dell’udito riguardano un solo orecchio e peggiorano nel tempo.
Quando hai la pressione alta ti fischiano le orecchie?
Non necessariamente. La pressione alta può associarsi all’acufene, soprattutto a quello pulsante, che segue il ritmo del battito cardiaco. Il legame però non è diretto: la maggior parte delle persone con ipertensione non ha fischi alle orecchie, e la maggior parte degli acufeni non dipende dalla pressione.
Per questo il fischio alle orecchie non è un modo affidabile per capire se la pressione è alta. L’ipertensione spesso non dà alcun sintomo e si scopre solo misurandola.
Cosa fare in pratica:
- se senti un fischio pulsante, misura la pressione e parlane con il medico;
- se sai di avere la pressione alta e compare un acufene, segnalalo al medico, anche per verificare che non dipenda da un farmaco;
- se il fischio si accompagna a mal di testa molto forte, disturbi della vista, dolore al petto o confusione, chiama il 112/118.
Quando l’acufene è preoccupante?
Chiama subito il 112/118 se l’acufene compare insieme a:
- debolezza o formicolio di un lato del corpo o del viso;
- difficoltà a parlare, disturbi della vista o perdita di equilibrio improvvisa;
- mal di testa improvviso e molto intenso.
Prenota una visita urgente, entro pochi giorni, se:
- il fischio è comparso all’improvviso insieme a un calo dell’udito da un orecchio: le cure per l’ipoacusia improvvisa sono più efficaci se iniziate presto;
- l’acufene è comparso dopo un trauma alla testa;
- si accompagna a vertigini importanti.
Fai valutare l’acufene in tempi brevi, anche se non è urgente, quando:
- riguarda un solo orecchio e non passa;
- è pulsante;
- dura da più di una o due settimane senza una causa evidente;
- disturba il sonno, la concentrazione o l’umore.
Come far passare le orecchie che fischiano?
Dipende dalla causa. Quando la causa si può trattare, l’acufene spesso migliora o scompare: per esempio rimuovendo un tappo di cerume, curando un’otite o modificando un farmaco con il medico. Il fischio dopo un’esposizione a rumore forte, invece, passa in genere da solo in qualche ora o in un paio di giorni.
Quando l’acufene è cronico, l’obiettivo è ridurne il fastidio, e diverse strategie funzionano:
- Proteggi l’udito: tappi o cuffie nei luoghi rumorosi, volume delle cuffie moderato e pause dall’ascolto.
- Evita il silenzio assoluto, soprattutto la sera: un rumore di fondo leggero (ventilatore, musica bassa, suoni naturali) rende il fischio meno evidente.
- Cura il sonno e gestisci lo stress: stanchezza e tensione amplificano la percezione dell’acufene.
- Correggi il calo dell’udito, se c’è: gli apparecchi acustici migliorano l’ascolto e spesso riducono l’acufene.
- Terapia cognitivo-comportamentale: è l’approccio con le prove più solide per ridurre il disagio legato all’acufene cronico.
- Terapie sonore e di abituazione, impostate da uno specialista, aiutano il cervello a “mettere in secondo piano” il fischio.
Non pulire le orecchie con cotton fioc e non usare rimedi fai da te nel condotto: possono peggiorare il problema.
Cosa prendere se ti fischiano le orecchie?
Ad oggi non esiste un farmaco che curi in modo specifico l’acufene cronico. Anche gli integratori spesso proposti, come ginkgo biloba, zinco o magnesio, non hanno dimostrato un’efficacia solida.
I farmaci hanno un ruolo in situazioni precise, sempre su prescrizione:
- nell’ipoacusia improvvisa con acufene, lo specialista può prescrivere una terapia cortisonica da iniziare il prima possibile;
- in caso di otite o altra causa trattabile, si cura il problema di base;
- se l’acufene causa insonnia, ansia o depressione, il medico può valutare una terapia specifica per questi disturbi.
Prima di assumere qualunque prodotto, confrontati con il medico, soprattutto se prendi già altri farmaci.
Quali esami servono per l’acufene
- Visita otorinolaringoiatrica con otoscopia, per controllare condotto e timpano.
- Esame audiometrico, per misurare l’udito e capire se c’è un calo associato.
- Impedenzometria, per valutare il timpano e la funzione della tuba.
- Misurazione della pressione ed esami del sangue (per esempio emocromo e funzionalità tiroidea), soprattutto se l’acufene è pulsante.
- Risonanza magnetica, se l’acufene riguarda un solo orecchio o ci sono altri segni da approfondire.
A quale specialista rivolgersi
- l’otorinolaringoiatra è lo specialista di riferimento per l’acufene;
- il cardiologo, se l’acufene è pulsante o si associa a pressione alta;
- il neurologo, se ci sono vertigini importanti o altri sintomi neurologici;
- lo psicologo, quando l’acufene cronico pesa su sonno, umore e qualità della vita.
Gli esami del sangue si possono eseguire presso il laboratorio analisi dei centri Santagostino Dyadea.
Domande frequenti sulle orecchie che fischiano
L’acufene può passare da solo?
Sì, spesso. Il fischio dopo un’esposizione a rumore forte o durante un raffreddore di solito scompare in ore o giorni. L’acufene cronico può ridursi nel tempo, anche grazie all’abituazione.
Lo stress può far fischiare le orecchie?
Lo stress da solo raramente causa l’acufene, ma ne aumenta molto la percezione. Nei periodi di tensione molte persone lo notano di più.
La cervicale può dare fischi alle orecchie?
Tensioni del collo e disturbi della mandibola possono modificare o accentuare l’acufene. Prima di attribuirlo alla cervicale, però, serve una visita otorinolaringoiatrica.
Quanto dura il fischio dopo un concerto?
In genere da qualche ora a uno o due giorni. Se dura di più, o si accompagna a calo dell’udito, è bene fare una visita.
Il fischio in un solo orecchio è pericoloso?
Nella maggior parte dei casi no, ma un acufene persistente in un solo orecchio va sempre valutato dall’otorinolaringoiatra, soprattutto se si associa a calo dell’udito.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.