Il centro di via Larga 8/A occupa il piano terra della Torre Unipol e ogni giorno vi passano referti, immagini radiologiche, esiti di endoscopia e cartelle chirurgiche. Quando i volumi sono questi, la riservatezza non può essere una questione di buone intenzioni: deve poggiare su regole scritte, ruoli definiti e strumenti che lasciano traccia. Questa pagina spiega quali sono.
I dati sulla salute sono la categoria più protetta che esiste
Il poliambulatorio di via Larga tratta i dati dei pazienti secondo il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il Codice Privacy italiano (D. Lgs. 196/2003). Le informazioni sulla salute non sono dati come gli altri: rientrano nelle cosiddette categorie particolari, per le quali la legge impone la tutela più alta. Possono essere trattate per finalità di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, per le attività amministrative che ne discendono — prenotazioni, promemoria, fatturazione, consegna dei referti — e per gli obblighi di legge.
Chi risponde dei tuoi dati, in via Larga
È il punto su cui conviene essere espliciti, perché il centro si presenta con una doppia insegna, Santagostino e Dyadea, ed è legittimo chiedersi a quale soggetto si stiano affidando le proprie informazioni.
Il Titolare del trattamento è Società e Salute S.p.A., con sede legale in via Temperanza 6, 20127 Milano (P.IVA 03740811207, C.F. 05128650966), società del Gruppo Unipol, come per tutte le altre sedi della rete. L’informativa integrale per i pazienti è pubblicata su santagostino.it/privacy-pazienti.
Chi vede cosa
La regola operativa è una sola: nessuno accede a più informazioni di quelle che il proprio compito richiede. Chi ti accoglie al desk lavora su agende, anagrafica e fatturazione, senza visibilità sui contenuti clinici. Referti, diagnosi ed esiti restano consultabili unicamente dai professionisti sanitari coinvolti nel tuo percorso di cura. Tutto il personale autorizzato — amministrativo, infermieristico, tecnico — è vincolato alla riservatezza per legge o per contratto.
In una sede che mette insieme radiologia, endoscopia, chirurgia ambulatoriale e fisioterapia, il principio ha una conseguenza pratica: il fatto che due specialisti lavorino allo stesso piano non significa che vedano gli stessi documenti. L’accesso segue la presa in carico, non la prossimità fisica.
Lo stesso vale per i fornitori esterni di cui la struttura si avvale (servizi informatici, bancari, assicurativi, contabili): trattano i dati come responsabili, nella misura minima necessaria e sulla base di un accordo contrattuale. I dati personali non vengono in nessun caso diffusi, salvo richiesta dell’Autorità nei casi previsti dalla legge.
Il Dossier Sanitario e ciò che ne resta fuori
Il Dossier Sanitario raccoglie referti, esami e immagini diagnostiche delle prestazioni erogate nel tempo, e permette a chi ti visita di avere il quadro completo. È facoltativo e nasce solo con il tuo consenso esplicito: rifiutarlo non pregiudica in alcun modo l’erogazione della prestazione, e in sua assenza ogni documento resta visibile al solo medico che lo ha redatto. Se lo attivi, puoi anche chiedere di popolarlo con le prestazioni già svolte prima dell’attivazione.
C’è però un capitolo che il Dossier non contiene per scelta della rete, quale che sia il tuo consenso: i dati a maggior tutela dell’anonimato, cioè le informazioni relative a prestazioni psicologiche e psichiatriche, sieropositività, uso di sostanze stupefacenti e abuso di alcol, interruzione volontaria di gravidanza, violenza sessuale e pedofilia. Quella documentazione resta accessibile al solo professionista che l’ha redatta e può essere condivisa con altri unicamente con un tuo consenso esplicito e specifico.
Oscurare una prestazione — e sapere chi ha guardato
Due diritti che quasi nessuno conosce, e che qui vale la pena nominare.
Il primo è l’oscuramento: in qualsiasi momento puoi chiedere che una o più prestazioni già presenti nel Dossier non siano più visibili agli altri professionisti. L’operazione è reversibile e avviene con una garanzia in più: il sistema non segnala a chi consulta il Dossier che una parte è stata oscurata, così la scelta stessa resta riservata.
Il secondo è la visione degli accessi: puoi chiedere l’elenco di chi ha consultato il tuo Dossier, con data e ora di ciascun accesso. Gli ingressi sono protetti da autenticazione e tracciati da sistemi di controllo.
Trascorsi cinque anni dall’ultima prestazione ti viene chiesto di confermare se mantenere attivo il Dossier: in attesa della tua scelta viene temporaneamente oscurato, senza che nulla vada perduto.
Consensi, oscuramento e richiesta degli accessi si gestiscono dalla sezione Gestione privacy e consensi dell’area riservata, su santagostino.it o dall’app mySantagostino.
Referti e immagini diagnostiche
Un referto viene consegnato soltanto alla persona a cui si riferisce. Se non puoi passare in via Larga, chi ritira al posto tuo deve presentare una delega firmata da te e la copia del tuo documento di identità: in mancanza, la consegna non avviene. Il referto digitale vive esclusivamente nella tua area riservata, protetta da credenziali personali: non viene inviato in automatico via email né anticipato per telefono a terzi. Puoi però condividerlo tu via email con il tuo specialista o con il medico di famiglia, dall’Area Referti.
Per la diagnostica per immagini vale una tutela in più. Ecografie, mammografie, densitometrie, radiografie e risonanze generano documentazione che resta vincolata alla giustificazione clinica dell’esame: le immagini non sono materiale liberamente consultabile all’interno della struttura, ma documentazione sanitaria soggetta alle stesse regole di accesso del referto che le accompagna.
Per quanto tempo restano i tuoi dati
La documentazione legata alle finalità di cura e alle attività amministrative viene conservata per quindici anni dall’ultima prestazione erogata, salvo i casi in cui un periodo maggiore sia necessario per adempiere a obblighi di legge o per difendere un diritto. La cancellazione del tuo account online, che puoi chiedere in autonomia, riguarda i soli dati dell’account: la documentazione clinica segue i tempi di conservazione imposti dalla normativa sanitaria e non può essere rimossa su richiesta.
Quando alcuni servizi comportano un trasferimento di dati fuori dall’Unione Europea, questo avviene solo verso Paesi coperti da decisione di adeguatezza della Commissione o assistiti dalle garanzie previste dal GDPR.
Cosa puoi chiedere, e a chi
Il GDPR ti riconosce i diritti di accesso, rettifica, cancellazione, limitazione del trattamento, opposizione e portabilità, oltre alla possibilità di ottenere l’elenco dei responsabili del trattamento. Se ritieni che i tuoi diritti non siano stati rispettati puoi rivolgerti in ogni momento al Garante per la protezione dei dati personali, anche con un reclamo formale.
Per esercitarli puoi scrivere a privacy@santagostino.it oppure al Responsabile della protezione dei dati all’indirizzo dpo@santagostino.it.
Per i minori il consenso è espresso da chi ne ha la rappresentanza legale; alla prima prestazione successiva al compimento dei diciotto anni viene chiesto al diretto interessato se mantenere attivo il proprio Dossier.
Domande frequenti
Santagostino e Dyadea sono la stessa cosa? A chi sto dando i miei dati?
I centri Dyadea sono entrati nella rete Santagostino e operano oggi con doppia insegna. Il Titolare del trattamento dei tuoi dati è Società e Salute S.p.A., come per tutte le altre sedi della rete.
Ho fatto una visita psicologica in via Larga: il referto finisce nel Dossier Sanitario?
No. Le prestazioni psicologiche e psichiatriche sono escluse per scelta della rete, insieme agli altri dati a maggior tutela dell’anonimato. Restano accessibili al solo professionista che le ha erogate, salvo un tuo consenso esplicito alla condivisione.
Posso sapere chi ha consultato il mio Dossier Sanitario?
Sì. Puoi chiedere in qualsiasi momento l’indicazione degli accessi al tuo Dossier, con la data e l’ora di ciascuno: è un diritto previsto dalle Linee guida del Garante in materia di dossier sanitario.
Le lastre e le risonanze fatte in via Larga posso farle vedere a un medico esterno?
Sì: la documentazione è tua e puoi ottenerne copia per consegnarla a chi preferisci. Quello che non avviene è la condivisione diretta con professionisti esterni alla struttura senza una tua richiesta.