Dolore al torace: cause, segnali di allarme e come arrivare a una diagnosi
Il dolore al torace è uno dei motivi più frequenti di accesso al pronto soccorso, ma nella grande maggioranza dei casi non ha origine cardiaca. Muscoli, nervi intercostali, esofago, polmoni e pleura possono produrre un dolore che il paziente percepisce nella stessa zona. Il problema è che i sintomi si somigliano, e distinguere da soli una causa banale da una urgente non è possibile.
Quando chiamare subito il 118
Alcune caratteristiche impongono di non aspettare e di chiamare il numero unico di emergenza 112 o 118:
- dolore oppressivo o costrittivo al centro del petto, come un peso, che dura più di 15-20 minuti
- dolore che si irradia al braccio sinistro, alla mandibola, al collo, alla schiena tra le scapole
- comparsa contemporanea di sudorazione fredda, nausea, pallore, senso di svenimento
- difficoltà respiratoria improvvisa e importante
- dolore comparso all’improvviso e molto intenso, soprattutto se lacerante
- dolore che compare durante uno sforzo e non passa con il riposo
In presenza di questi segnali non bisogna mettersi alla guida né aspettare che il dolore passi. Il tempo è il fattore che incide di più sull’esito di un infarto.
Quando fa male il torace, cosa può essere?
Le cause si raggruppano in cinque famiglie principali.
Muscoloscheletriche. Sono le più comuni. Comprendono contratture dei muscoli pettorali e intercostali, costocondrite (infiammazione delle cartilagini che uniscono le coste allo sterno), esiti di traumi, problemi della colonna dorsale.
Cardiovascolari. Angina, infarto, pericardite, miocardite, dissezione aortica. Sono le meno frequenti in valore assoluto, ma le più rilevanti dal punto di vista clinico.
Polmonari e pleuriche. Polmonite, pleurite, pneumotorace, embolia polmonare.
Gastroesofagee. Reflusso gastroesofageo, spasmo esofageo, ernia iatale, ulcera. Il bruciore retrosternale del reflusso viene spesso confuso con un dolore cardiaco.
Neurologiche e psicologiche. Nevralgia intercostale, herpes zoster, attacchi di panico e ansia.
Come capire se il dolore al petto è muscolare o cardiaco?
Il segnale che orienta di più verso l’origine muscolare è la riproducibilità: se premendo con un dito in un punto preciso il dolore si riaccende, o se cambia in modo netto girando il busto, alzando il braccio o respirando a fondo, l’origine è quasi sempre della parete toracica.
Il dolore cardiaco si comporta in modo diverso. È diffuso, difficile da indicare con precisione, spesso descritto come un peso o una morsa piuttosto che come una fitta. Non cambia se si preme sul torace e non dipende dalla posizione, mentre tende a comparire sotto sforzo e ad attenuarsi con il riposo. Frequentemente si accompagna ad affanno, sudorazione o nausea.
Restano due eccezioni importanti. Nelle donne, nei diabetici e negli anziani l’infarto può presentarsi in modo atipico, con stanchezza improvvisa, dolore epigastrico o solo affanno. E la presenza di fattori di rischio (ipertensione, colesterolo alto, fumo, diabete, familiarità per eventi cardiaci precoci) sposta comunque il sospetto verso il cuore, anche quando il dolore sembra muscolare.
Come capire se il dolore al petto è polmonare?
Il dolore di origine polmonare o pleurica ha una firma respiratoria: peggiora nettamente con l’inspirazione profonda, con la tosse e con gli starnuti, e migliora respirando in modo superficiale. Spesso si accompagna a tosse, febbre, catarro o affanno.
Alcuni quadri meritano attenzione immediata. Il pneumotorace si presenta con dolore improvviso a un solo lato, come una pugnalata, insieme a difficoltà respiratoria, e colpisce più spesso soggetti giovani, magri e alti. L’embolia polmonare provoca dolore toracico, affanno improvviso e battito accelerato, ed è più probabile dopo un’immobilizzazione prolungata, un intervento chirurgico, un lungo viaggio o in gravidanza. Entrambe le condizioni richiedono il pronto soccorso.
Come capire se è un dolore intercostale o polmone?
La confusione tra le due è comprensibile, perché in entrambi i casi il respiro peggiora il dolore. La differenza sta nel resto del quadro.
Il dolore intercostale segue il decorso di una costa, dalla schiena verso lo sterno, e viene descritto come una fascia, una scossa o un bruciore lungo una linea. Si riaccende premendo lungo il bordo inferiore della costa e cambia con i movimenti del tronco. La respirazione è normale: non c’è affanno, non c’è febbre, la saturazione è nella norma. Se compaiono vescicole cutanee lungo quella stessa striscia, si tratta di herpes zoster ed è opportuno farsi vedere entro 72 ore, perché la terapia antivirale è più efficace se iniziata presto.
Il dolore polmonare, invece, si accompagna quasi sempre ad altri sintomi respiratori e non si riproduce con la palpazione. Febbre, tosse persistente, affanno o saturazione ridotta indirizzano verso il polmone e richiedono una valutazione medica.
Quali esami servono
Il percorso diagnostico parte dalla visita, che nella maggior parte dei casi orienta già verso l’apparato coinvolto. Gli accertamenti si scelgono di conseguenza:
- elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, per valutare ritmo, struttura e funzione del cuore
- ECG dinamico secondo Holter o test da sforzo, quando il dolore compare a episodi o sotto sforzo
- radiografia del torace, per polmoni e pleura
- spirometria e visita pneumologica, se il quadro è respiratorio
- esami del sangue, compresi i marcatori cardiaci in fase acuta
- gastroscopia, quando si sospetta un’origine esofagea o gastrica
Nei Centri Medici Dyadea di Bologna sono disponibili la visita cardiologica con ecocardiogramma, la visita pneumologica e la diagnostica per immagini, con la possibilità di completare l’iter in un’unica sede. Le prestazioni si prenotano online e molte sono disponibili anche in convenzione.
Un dolore toracico che si ripete, che compare sotto sforzo o che dura da giorni va sempre valutato da un medico, anche quando i sintomi sembrano lievi.
Domande frequenti
Un dolore al petto che dura pochi secondi è preoccupante? Le fitte molto brevi, di uno o due secondi, localizzate in un punto preciso, sono raramente di origine cardiaca. Se però si ripetono spesso o si associano a palpitazioni e affanno, meritano un controllo.
Il dolore al petto da ansia esiste? Sì. Durante un attacco di panico il dolore è spesso una fitta sotto il seno sinistro, accompagnata da respiro corto, formicolii alle mani e alle labbra, palpitazioni. Resta però una diagnosi di esclusione: si attribuisce all’ansia solo dopo aver escluso le cause organiche.
Lo stress può causare dolore al torace? Indirettamente sì, attraverso la tensione muscolare cronica della zona cervicale e dorsale e l’aumento del reflusso gastroesofageo.
A chi rivolgersi per un dolore al torace non urgente? Il primo riferimento è il medico di medicina generale, che indirizza verso il cardiologo, lo pneumologo o il gastroenterologo in base alle caratteristiche del dolore.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. In caso di dolore toracico acuto, chiamare il 112 o il 118.