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Scoliosi: sintomi, gradi e cura (busto o intervento)

Cos’è la scoliosi

La scoliosi è una deviazione laterale della colonna vertebrale, associata a una rotazione delle vertebre lungo il proprio asse. Osservata frontalmente, una colonna scoliotica non appare più dritta, ma disegna una o più curve laterali. Riguarda soprattutto bambini e adolescenti in fase di crescita, ma può interessare anche gli adulti.

Sintomi della scoliosi

Nelle forme lievi la scoliosi può non dare sintomi evidenti e passare inosservata a lungo, soprattutto nei bambini. I segni più comuni da osservare sono:

  • spalle non allineate, a diversa altezza
  • una scapola più prominente o più alta dell’altra
  • fianchi o anche irregolari, non alla stessa altezza
  • asimmetria del torace, con un lato più sporgente
  • nelle curve più severe, dolore alla schiena, soprattutto negli adulti

Nei casi più avanzati, quando la deformità è marcata, può ridursi anche lo spazio a disposizione del torace, con possibili ripercussioni sulla funzionalità respiratoria; in adolescenza la scoliosi può inoltre avere un impatto sul benessere psicologico legato alla percezione della propria immagine corporea.

Scoliosi vera o atteggiamento scoliotico

Non ogni asimmetria della schiena è una scoliosi. Si parla di atteggiamento scoliotico quando la curva è dovuta a posture scorrette mantenute nel tempo ed è reversibile, ad esempio correggendo la postura o attraverso attività fisica mirata. La scoliosi vera comporta invece anche una rotazione strutturale delle vertebre, non correggibile volontariamente. Un test clinico semplice per distinguerle è il cosiddetto bending test: il paziente si flette in avanti a gambe tese e mani unite; se compare una prominenza asimmetrica (gibbo) su un lato della schiena, è indicativo di una scoliosi strutturale, da approfondire con una radiografia.

Gradi della scoliosi e angolo di Cobb

La gravità della scoliosi si misura attraverso una radiografia della colonna in piedi, calcolando il cosiddetto angolo di Cobb: più l’angolo è ampio, più la curva è severa. In linea generale, le soglie di riferimento utilizzate per orientare il trattamento sono:

  • curve lievi (fino a circa 20-25°): si opta generalmente per il monitoraggio periodico e la ginnastica posturale;
  • curve moderate (circa 25-40°), soprattutto in soggetti ancora in crescita: può essere indicato l’uso di un corsetto ortopedico (busto);
  • curve severe (oltre 45-50°): può essere valutato l’intervento chirurgico, soprattutto se la curva continua a peggiorare nonostante busto e fisioterapia.

Queste soglie sono indicative: la decisione terapeutica va sempre presa dallo specialista, tenendo conto anche dell’età del paziente, del potenziale di crescita residuo e della velocità di progressione della curva.

Le cause della scoliosi

Nella maggior parte dei casi (scoliosi idiopatica) la causa esatta non è nota, anche se si ipotizza una componente genetica. In base all’età di insorgenza si distingue tra scoliosi idiopatica infantile (0-3 anni), giovanile (3-10 anni) e dell’adolescenza (dopo i 10 anni), quest’ultima la forma più frequente.

Esistono poi forme di scoliosi non idiopatica, tra cui:

  • scoliosi congenita, dovuta a un’anomalia nello sviluppo delle vertebre presente dalla nascita;
  • scoliosi neuromuscolare, associata a patologie neurologiche o muscolari;
  • scoliosi degenerativa dell’adulto, legata all’usura delle strutture della colonna nel tempo.

Come si cura la scoliosi

Il trattamento dipende da gradi della curva, età del paziente e rischio di progressione:

  • osservazione e monitoraggio periodico, per le curve lievi, con controlli radiografici regolari per verificarne l’evoluzione;
  • ginnastica posturale e fisioterapia specifica, utile a supporto in tutte le fasi, anche se da sola non corregge una scoliosi strutturale;
  • corsetto ortopedico (busto), indicato nelle curve moderate durante la fase di crescita, con l’obiettivo di contenere la progressione;
  • intervento chirurgico, riservato alle curve severe o in rapido peggioramento: la tecnica più utilizzata è la fusione spinale, che stabilizza le vertebre coinvolte con viti e barre.

Nell’adulto, quando la scoliosi è dolorosa, il trattamento si concentra spesso sulla gestione del dolore e sulla fisioterapia, riservando la chirurgia a casi selezionati.

Come si diagnostica la scoliosi

La diagnosi parte dalla visita specialistica (ortopedica o fisiatrica), che comprende l’osservazione della postura e il bending test. La conferma e la quantificazione della curva avvengono tramite:

  • radiografia della colonna vertebrale in ortostatismo (in piedi), per misurare l’angolo di Cobb
  • risonanza magnetica, nei casi che richiedono un approfondimento, ad esempio in presenza di sintomi neurologici o sospetto di cause non idiopatiche

Domande frequenti sulla scoliosi

Come si misura la gravità della scoliosi?
Attraverso l’angolo di Cobb, calcolato su una radiografia della colonna in piedi: più l’angolo è ampio, più la curva è severa.

La scoliosi si può correggere con la ginnastica?
La ginnastica posturale è utile come supporto e nella gestione dell’atteggiamento scoliotico, ma non corregge una scoliosi strutturale vera, che richiede monitoraggio, busto o, nei casi più severi, chirurgia.

A che età si opera la scoliosi?
Non esiste un’età fissa: l’intervento viene valutato quando la curva supera le soglie di gravità (generalmente oltre i 45-50° Cobb) o progredisce rapidamente nonostante busto e fisioterapia, indipendentemente dall’età del paziente.