L’estate porta con sé un rischio per la salute spesso sottovalutato: lo stress termico legato al lavoro in condizioni di caldo intenso. Il tema è tornato di attualità con l’Ordinanza n. 72 del 3 giugno 2026 della Regione Emilia-Romagna, che fino al 15 settembre 2026 sospende il lavoro all’aperto nelle ore centrali della giornata quando il rischio è elevato. Un’occasione utile per fare chiarezza su cosa succede al corpo quando è esposto troppo a lungo al caldo.
Quando scatta lo stop al lavoro
L’ordinanza prevede il divieto di lavorare in esposizione prolungata al sole dalle 12:30 alle 16:00, nei giorni e nelle aree in cui il portale Worklimate (INAIL-CNR) indica un livello di rischio “Alto”. Riguarda i settori più esposti, come agricoltura e florovivaismo, edilizia, cave, logistica e i rider. Il mancato rispetto comporta sanzioni anche ai sensi della normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/08). Il provvedimento ricorda inoltre che spetta al datore di lavoro valutare il rischio e adottare misure organizzative adeguate, come la riorganizzazione degli orari e pause frequenti all’ombra.
Che cos’è lo stress termico
Quando la temperatura e l’umidità sono elevate, il corpo fatica a disperdere calore e a mantenere la temperatura interna stabile. Se a questo si aggiunge uno sforzo fisico, il rischio aumenta: si va dalla disidratazione ai crampi da calore, fino al colpo di calore, la condizione più seria, che richiede un intervento tempestivo.
I sintomi da riconoscere
È importante saper riconoscere i segnali precoci: sete intensa, sudorazione abbondante, mal di testa, debolezza, crampi, vertigini, nausea. In una fase più avanzata possono comparire pelle calda e secca, confusione, battito accelerato e temperatura corporea molto elevata: in questi casi è necessario chiedere subito aiuto. Nell’attesa, la persona va spostata in un luogo fresco, sdraiata e raffreddata, offrendole acqua se è cosciente. Per approfondire i singoli sintomi può essere utile consultare anche la nostra enciclopedia dei sintomi.
Chi è più a rischio
Alcune persone sono più vulnerabili al caldo e meritano attenzioni particolari: i lavoratori più anziani, chi ha iniziato da poco l’attività o non è ancora acclimatato, chi assume determinati farmaci e chi ha condizioni di salute preesistenti (per esempio cardiovascolari o metaboliche). Per queste persone, un confronto con il proprio medico prima della stagione calda può aiutare a gestire il rischio in modo consapevole; tra le specialità disponibili nei nostri centri è possibile individuare la visita più adatta alla propria situazione.
Il rischio, infine, non riguarda solo chi lavora sotto il sole: anche in ambienti chiusi e poco ventilati come magazzini e officine il caldo può diventare pericoloso. Tutte le informazioni ufficiali sull’ordinanza sono disponibili sul sito della Regione Emilia-Romagna.