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Alimentazione

Anoressia nervosa in adolescenza e nei giovani adulti

14/11/2022 – Tempo di lettura: 11 minuti

Fra i disordini alimentari, l’anoressia e la bulimia nervose costituiscono i più noti e frequenti, con ripercussioni molto gravi sulla vita di chi ne soffre. Se non trattate tempestivamente e adeguatamente, possono trasformarsi in condizioni permanenti responsabili della morte dei soggetti, che tipicamente avviene perché la persona si suicida o a causa di un arresto cardiaco.

In particolare, secondo l‘American Psychiatric Association l’anoressia nervosa ha la più alta mortalità rispetto a qualsiasi diagnosi psichiatrica diversa dal disturbo da uso di oppioidi. Si tratta di un disturbo mentale grave che porta il soggetto a sottoporsi a una forte restrizione dietetica per abbassare il proprio peso corporeo il più possibile, a volte anche inducendosi il vomito e/o praticando un’intensa attività fisica.

In questo articolo vedremo quali sono i comportamenti che devono considerarsi campanelli d’allarme per l’anoressia nervosa in adolescenza e nei giovani adulti, quando intervenire e che tipo di trattamento mettere in atto.

La differenza tra anoressia e anoressia nervosa

Si arriva alla definizione di anoressia nervosa quando una persona, in conseguenza di un comportamento alimentare modificato, scende sotto l’85% del peso normale per la propria età, sesso e altezza. Questo disturbo differisce dalla condizione indicata con la sola parola anoressia, che generalmente indica uno stato di inappetenza transitorio e temporaneo, che può capitare in momenti difficili come un lutto, oppure durante terapie tumorali, per esempio.

L’anoressia nervosa solitamente insorge durante l’adolescenza o nei giovani adulti; raramente si manifesta prima della pubertà o dopo i 40 anni. È molto diffusa fra le donne, mentre è meno comune negli uomini.

Nei soggetti molto giovani può risultare difficile diagnosticare questo disturbo a causa dei cambiamenti fisici tipici dell’adolescenza, che comportano variazioni di peso e in altezza. Nelle giovani donne che hanno già avuto il menarca, ovvero la prima mestruazione, e che non assumono farmaci anticoncezionali, la scomparsa del ciclo mestruale per almeno tre mesi successivi è uno dei sintomi più frequenti. Nei bambini, l’anoressia solitamente si manifesta attraverso nausea e mancanza di appetito.

I segnali e i sintomi dell’anoressia nervosa

Sebbene l’anoressia si manifesti con più sintomi sia sul piano psicologico sia fisico, il segnale principale dell’anoressia nervosa è l’eccessiva perdita di peso conseguita intenzionalmente. Ne esistono di due tipi:

  • restrittiva: il soggetto mangia meno, ma non si abbuffa periodicamente, né ricorre alle tecniche di eliminazione come vomito autoindotto o lassativi. Alcuni, però,  praticano esercizio fisico in maniera eccessiva;
  • bulimia/eliminazione: i soggetti limitano il consumo di cibo e, in parallelo, associano regolarmente comportamenti eliminatori a momenti in cui si sovralimentano.

I segnali che potrebbero indicare che una persona ha un problema di anoressia nervosa sono:

  • digiunare, mangiare poco o evitare i cibi grassi;
  • mentire su cosa e dove si è mangiato;
  • mentire sul peso effettivo;
  • assumere farmaci anoressizzanti, diuretici o lassativi;
  • praticare attività fisica in modo eccessivo;
  • contare ossessivamente le calorie dei cibi;
  • controllare il peso con insistenza e misurare il girovita continuamente;
  • alzarsi immediatamente da tavola per andare a vomitare;
  • guardarsi continuamente allo specchio;
  • nascondere la magrezza indossando abiti larghi o sovrapponendo più strati.

Mangiare troppo poco per lungo tempo può anche portare a sintomi fisici, quali:

  • cefalea, capogiri o vertigini;
  • gonfiore o stitichezza, dolori addominali;
  • peluria fine sul corpo e unghie fragili;
  • pallore alle estremità causato dalla scarsa circolazione sanguigna;
  • pelle secca;
  • calvizie;
  • stanchezza eccessiva;
  • sensazione di freddo;
  • disturbi del sonno.

Nei bambini che soffrono di anoressia nervosa si può verificare un ritardo nello sviluppo puberale: possono aumentare di peso meno del previsto, o non prenderne affatto, ed essere più bassi dei coetanei.

Nelle donne già sviluppate si possono verificare irregolarità mestruali o anche la perdita totale del ciclo (amenorrea). Importanti complicanze a livello osseo sono caratterizzate dall’osteoporosi che è dovuta alla scomparsa del ciclo mestruale. La gravità dell’osteoporosi è tanto più elevata quanto più precoce è l’insorgenza dell’anoressia. In particolare, è grave quando inizia prima della comparsa del menarca, quando la struttura ossea non è ancora completamente formata e non è stato raggiunto il picco di massa ossea. In questo caso può verificarsi un blocco della crescita ossea con mancato sviluppo in altezza. Abitualmente il problema si aggrava con il perdurare della amenorrea, con una rarefazione ossea sempre più marcata che comporta un aumento del rischio di fratture e va controllata nel tempo mediante periodiche densitometrie.

Se è presente il vomito,possono manifestarsi complicanze a livello dentale, come l’erosione dello smalto e la comparsa di carie dovute all’acido gastrico contenuto nel vomito. Inoltre, si possono ingrossare le ghiandole parotidi e possono insorgere esofagiti e gastriti

L’abuso di emetici quali l’ipecacuana può provocare gravi disturbi cardiaci.

Infine, l’anoressia nervosa spesso può essere accompagnata da problemi psicologici quali depressione, ansia, bassa autostima, abuso di alcol e comportamenti autolesionistici. I soggetti possono interrompere le relazioni affettive e amicali, perdere interesse per attività prima praticate con piacere, oltre che peggiorare nel rendimento scolastico o nelle prestazioni lavorative.

Quali cause portano allo  sviluppo dell’anoressia nervosa in adolescenza e nei giovani adulti

Non sono ancora note con chiarezza le cause dell’anoressia nervosa, ma sono stati identificati alcuni fattori di rischio.

I fattori sociali e ambientali, per esempio, contribuiscono allo sviluppo di questa malattia. Il rischio è maggiore nelle persone con una storia familiare di disturbi alimentari, depressione o abuso di sostanze. Inoltre, la continua esposizione a messaggi mediatici che rafforzano l’ideale di magrezza come fattore di bellezza e successo influiscono notevolmente sui soggetti giovani.

La vulnerabilità psicologica è un altro fattore che può predisporre alla malattia, partendo da alcune condizioni:

  • sentirsi sotto pressione a scuola, ad esempio per gli esami o per episodi di bullismo;
  • svolgere attività in cui la magrezza viene considerata ideale, come la danza e l’atletica;
  • attraversare eventi stressanti, come la perdita del lavoro, la fine di una relazione amorosa o un lutto;
  • relazioni familiari difficili;
  • abuso fisico o sessuale.

Molte persone affette da anoressia nervosa presentano inclinazioni caratterialie comportamenti comuni che possono renderle più sensibili e suscettibili alla malattia, come:

  • tendenza alla depressione e all’ansia;
  • difficoltà a gestire lo stress;
  • eccessiva preoccupazione, paure o dubbi circa il proprio futuro;
  • perfezionismo;
  • emozioni iper controllate;
  • presenza di ossessioni e compulsioni, che costringono a svolgere determinate azioni, senza presentare un disturbo ossessivo-compulsivo conclamato.

Infine, si sta valutando l’ipotesi che nell’anoressia nervosa possano avere un ruolo anche certi cambiamenti nelle funzioni cerebrali o nei livelli ormonali, sebbene al momento non sia ancora chiaro se siano la causa o, al contrario, una delle conseguenze del disturbo.

Questi cambiamenti possono coinvolgere la parte del cervello che controlla l’appetito, oppure indurre ansia e sensi di colpa quando si mangia, sensazioni che migliorano quando si saltano i pasti o dopo un’intensa attività fisica.

Come si diagnostica l’anoressia nervosa

Poiché spesso il soggetto non ritiene di avere un problema, oppone resistenza alla valutazione medica e al trattamento. Generalmente, infatti, viene condotto dal medico dai familiari, oppure perché affetto da un’altra problematica.

La valutazione è importante perché orienta la definizione del piano terapeutico. Oltre ad alcune domande preliminari su peso e abitudini alimentari, che possono aiutare il medico di base a capire se c’è un disturbo alimentare, è utile calcolare l’Indice di Massa Corporea (IMC): per gli adulti, un IMC normale è compreso tra 18.5 e 24.9. I soggetti adulti con anoressia nervosa di solito presentano un IMC inferiore a 17.5. Questo indicatore non viene usato con i soggetti minorenni, per i quali invece fanno da riferimento le tabelle dei percentili.

In alcuni casi, per formulare una diagnosi di anoressia nervosa, può essere utile misurare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, la temperatura corporea ed esaminare le estremità per riscontrare i segni di eventuali complicanze del disturbo. Far eseguire alcuni semplici esercizi fisici, come passare dalla posizione seduta a quella accovacciata e in piedi, può servire a valutare la forza muscolare.

Eventualmente, il medico può richiedere degli accertamenti in aggiunta, come un elettrocardiogramma o degli esami del sangue per controllare le condizioni di salute generali e misurare il livello di alcuni minerali, come il potassio.

Se il medico di famiglia conferma il sospetto di anoressia, può indirizzare il paziente a uno dei centri specializzati per il trattamento dei disturbi alimentari.

Il trattamento per l’anoressia nervosa in adolescenza e giovani adulti

L’anoressia nervosa è un disturbo che richiede un approccio multidisciplinare, quindi a seconda dei casi gli specialisti coinvolti includono psicologi, psichiatri, internisti, endocrinologi, nutrizionisti e dietisti.

Quando i sintomi sono lievi e non riconosciuti, le complicanze gravi sono rare. Ma iniziare il trattamento di questo disturbo il prima possibile è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze importanti, soprattutto nel caso in cui il paziente abbia già perso troppo peso. Senza trattamento, si verifica il decesso in quasi il 10% dei soggetti.

Gli esiti del trattamento, usualmente, seguono questo andamento:

  • circa il 50% delle persone recupera la maggior parte del peso perso, mentre gli altri problemi fisici e ormonali dovuti al disturbo si risolvono;
  • circa il 25%migliora, ma è frequente la ricaduta in una recidiva;
  • il restante 25% ha frequenti recidive e continua ad avere problemi mentali dovuti al disturbo. 

Nella maggior parte dei casi, il trattamento consiste nel combinare la psicoterapia con un intervento dietetico/nutrizionale per aiutare a riprendere peso in modo graduale e salutare. La sola terapia farmacologica generalmente non è sufficiente, ma viene usata in combinazione con la psicoterapia per trattare alcuni problemi associati, come il disturbo ossessivo-compulsivo e la depressione.

Le terapie psicologiche usate per trattare le persone con anoressia nervosa sono varie. A seconda dei casi, il trattamento può durare da 6 a 12 mesi. Se il paziente ricorre regolarmente al vomito autoindotto, riceverà dei consigli di igiene dentale per prevenire l’erosione dello smalto dei denti causata dall’azione acida del succo gastrico. Se assume lassativi o diuretici per perdere peso, gli sarà consigliato di ridurli gradualmente perché l’interruzione improvvisa può causare nausea e stipsi.

I bambini e gli adolescenti trattati tempestivamente hanno maggiori probabilità di riprendersi e manifestano meno effetti avversi rispetto agli adulti. In particolare, la psicoterapia ha più margine di successo su quegli adolescenti che hanno sofferto del disturbo per meno di 6 mesi.

Siccome l’anoressia nervosa non ha ricadute solo sul singolo individuo, bensì sull’intera famiglia, la terapia familiare si dimostra una misura molto utile per gli adolescenti: favorisce il miglioramento dei rapporti tra familiari e insegna ai genitori come supportare al meglio l’adolescente anoressico nel percorso di ripresa.

I casi meno gravi possono essere trattati ambulatorialmente, che costituisce la modalità di trattamento meno invasiva e pertanto considerata di prima scelta; solo nei casi più gravi o in quelli che non hanno risposto positivamente al trattamento ambulatoriale dovrà essere preso in considerazione un ricovero in day hospital o in regime ordinario presso uno dei centri pubblici o privati accreditati specializzati nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione.

Per arrivare a una completa guarigione possono passare diversi anni di trattamento, tenendo in conto che le ricadute sono frequenti. Circa la metà dei pazienti continua a presentare alcuni atteggiamenti tipici dell’anoressia nervosa nonostante il trattamento in corso. Inoltre, una donna nel periodo immediatamente successivo alla gravidanza è più suscettibile a una ricaduta nel processo di smaltimento del peso acquisito.

Raramente si verificano anche i casi in cui il trattamento viene rifiutato dal paziente, nonostante sia gravemente malato e a rischio di sopravvivenza. Come ultimo tentativo, il medico può appellarsi al Trattamento Sanitario Obbligatorio previsto dalla Legge 833/78 (art.34) o dalla Legge 13 maggio 1978, n. 180 per ripristinare un apporto nutrizionale adeguato e migliorare le condizioni fisiche, indispensabili per il miglioramento anche della condizione psichiatrica.

Complicanze eventuali

Sul lungo periodo, l’anoressia nervosa può sviluppare delle gravi complicanze dovute alla malnutrizione, di cui solo alcune possono essere curate, altre rimangono invece permanenti. Vediamo di che tipo sono:

  • muscolari e ossee, come per esempio debolezza, osteoporosi e problemi di sviluppo fisico nei bambini e negli adolescenti;
  • cardiocircolatorie, tra cui battito cardiaco irregolare, bassa pressione arteriosa, scarsa circolazione, insufficienza cardiaca, malattia della valvola cardiaca, gonfiore a piedi, mani e viso;
  • neurologiche, come difficoltà di concentrazione e di memoria, in qualche caso anche convulsioni;
  • sessuali, come per esempio assenza di ciclo (amenorrea) o infertilità nelle donne, perdita del desiderio sessuale e disfunzione erettile negli uomini;
  • altri problemi come danni renali o epatici, anemia e ipoglicemia.


Inoltre, durante la gravidanza, l’anoressia nervosa può aumentare il rischio di:

  • aborto spontaneo;
  • parto prematuro;
  • parto cesareo;
  • neonati sottopeso.

Il supporto dei Centri Medici Dyadea in caso di anoressia nervosa in adolescenza e in giovani adulti

Come abbiamo visto, l’anoressia è un disturbo che necessita di un approccio multidisciplinare. Nei Centri Medici Dyadea sono a disposizione dei pazienti numerosi professionisti che possono seguire il percorso di accertamento diagnostico, dai semplici laboratori di analisi e densitometria ossea (MOC) a cardiologi, ginecologi, urologi ed endocrinologi. Successivamente, definito il tipo di trattamento, è possibile fruire del supporto medico, con dietisti e nutrizionisti, e dell’appoggio psicologico necessari per trattare al meglio il disturbo.