Fisioterapia e Riabilitazione

L'epicondilite o "gomito del tennista": sintomi e cure

31/10/2022 - Tempo di lettura: 3 minuti

Con epicondilite laterale si indica un dolore che interessa la parte esterna del gomito e dell'avambraccio, generalmente provocato da un sovraccarico dei tendini del gomito.

 

Conosciuta anche come gomito del tennista, in realtà è un disturbo che non interessa soltanto chi pratica questo sport, al contrario è molto comune: in Italia riguarda dall'1% al 3% della popolazione. La fascia di età più frequente è quella tra i 25 e i 60 anni e questo disturbo si manifesta sia negli uomini sia nelle donne in pari percentuale. Colpisce più facilmente quei soggetti impegnati in attività lavorative o sportive che implicano sollevamento di pesi o gesti ripetitivi con il gomito.

 

Il riposo e gli antidolorifici da banco sono i rimedi più utilizzati e consigliati. Se questi trattamenti conservativi non si dimostrano risolutivi, il medico potrebbe suggerire altre terapie fisiche; più raramente, invece, si ricorre a un intervento chirurgico.

 

In questo articolo vedremo quali sono i sintomi dell'epicondilite, da cosa è provocata e quali sono i rimedi per trattarla.

Che cos'è l'epicondilite

L'epicondilite è una tendinopatia che si verifica principalmente dove i tendini dei muscoli dell'avambraccio si attaccano alla protuberanza ossea all'esterno del gomito, chiamata epicondilo omerale. Questi muscoli si inseriscono sul polso e sulla mano e hanno la funzione di estendere il polso e le dita. Quando i tendini si infiammano, si origina una degenerazione che porta a sostituire le fibre elastiche con fibre cicatriziali. Questo processo provoca un dolore che può diffondersi anche nell'avambraccio e nel polso.

 

Dal momento che presenta una tendenza a cronicizzare, l'epicondilite non adeguatamente curata con il passare del tempo può arrecare un notevole impatto sulla qualità di vita dei pazienti, perché si riflette su tanti piccoli gesti quotidiani, fino a diventare in alcuni casi invalidante.

 

L'epicondilite si differenzia dal gomito del golfista o epitrocleite, che consiste invece nell'infiammazione dei tendini che si inseriscono a livello dell'epitroclea dell'omero e si manifesta con un dolore nella parte interna del gomito e dell'avambraccio.​

Come si manifesta l'epicondilite

Il dolore provocato dall'epicondilite parte dall'esterno del gomito e si irradia lungo l'avambraccio e il polso, provocando una debolezza articolare che può rendere difficile azioni come:

  • sollevare oggetti quotidiani come un piatto o una tazza di caffè;
  • girare una maniglia o avvitare un cacciavite;
  • versare l'acqua in un bicchiere da una bottiglia piena;
  • stringere la mano o strizzare un panno bagnato.

 Se l'epicondilite non viene trattata per tempo e in modo adeguato, il dolore può persistere anche a riposo.

Le cause alla base dell'epicondilite

Come scritto sopra, l'epicondilite è una lesione provocata da sovraccarico e affaticamento muscolare. La causa è la contrazione ripetuta dei muscoli dell'avambraccio coinvolti per raddrizzare e alzare la mano e il polso. I movimenti ripetuti e lo stress al tessuto possono provocare una serie di microscopiche lacerazioni nei tendini che collegano i muscoli dell'avambraccio all'epicondilo.

 

Come suggerisce il nome, giocare a tennis, in particolare l'uso ripetuto del rovescio, è una delle cause del gomito del tennista. Tuttavia, ci sono altri fattori che possono aumentare il rischio di epicondilite:

  • età: sebbene possa manifestarsi su persone di tutte le età, è più comune negli adulti fra 25 e 60 anni;
  • occupazione: le persone che svolgono lavori che comportano movimenti ripetitivi del polso e del braccio hanno maggiori probabilità di soffrire di epicondilite, per esempio gli idraulici, i pittori, i falegnami, i macellai e i cuochi;
  • pratica sportiva: giocare a tennis in modo particolare, ma per esempio anche eccedere in flessioni o movimenti che richiedono l'uso di pesi.

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Come riconoscere l'epicondilite

La diagnosi per accertare l'epicondilite prevede la palpazione dell'epicondilo e la verifica con test specifici (muovere il gomito, il polso e le dita in vari modi) che, se positivi, indicano la presenza della patologia. Generalmente, la storia medica e l'esame fisico forniscono informazioni sufficienti affinché il medico possa riconoscere questo disturbo.

 

Si possono individuare tre stadi differenti nella manifestazione dell'epicondilite:

  • Stadio I: in questa fase è presente solo l'infiammazione del tendine. Rappresenta lo stadio che risponde meglio al trattamento con farmaci anti-infiammatori e fisioterapia;
  • Stadio II: in questo caso una parziale degenerazione dei tendini si associa ad aree di tessuto sano o infiammato. Rappresenta una fase meno reversibile della precedente, perché è possibile che evolva verso la cronicizzazione;
  • Stadio III: in questo caso si presenta un'interruzione parziale o totale delle fibre tendinee. Lo stadio non è più reversibile e il trattamento conservativo non è risolutivo. Sono queste le forme che possono richiedere un intervento chirurgico.

Trattamento dell'epicondilite

Il trattamento dell'epicondilite si basa sostanzialmente su riposo e riabilitazione. Il primo passaggio consiste nel far passare l'infiammazione, attraverso l'applicazione di ghiaccio e riposo. In caso si ritenga necessario, si possono utilizzare antidolorifici per ridurre i tempi di recupero. Una volta che il dolore si è ridotto, si possono intraprendere esercizi di flessibilità e rinforzo.



Raramente è necessario l'intervento chirurgico, più spesso si può ricorrere a terapie fisiche (come laserterapie e onde d'urto focali per migliorare la microvascolarizzazione locale), sedute di fisioterapia e stretching. Un episodio di epicondilite dura solitamente tra sei mesi e due anni, ma nella maggior parte dei casi il completo recupero avviene entro un anno circa.

 

L'obiettivo delle terapie è da un lato di aumentare l'elasticità del tendine, dall'altro di  migliorarne la vascolarizzazione. Il fisioterapista può insegnare esercizi specifici per allungare e rafforzare gradualmente i muscoli, in particolare quelli dell'avambraccio. Una fascia o un tutore dell'avambraccio possono ridurre lo stress sul tessuto danneggiato.

 

Indagini strumentali come radiografia, ecografia e risonanza magnetica vengono richieste quando si dimostra necessario confermare il sospetto clinico ed escludere altre cause di dolore laterale al gomito, come per esempio le sindromi da compressione del nervo radiale, la compressione delle radici nervose cervicali, l'instabilità articolare e la patologia articolare degenerativa.

Il supporto di Dyadea

Gli ambulatori specializzati dei centri medici Dyadea sono in grado di accompagnare le varie tappe del percorso terapeutico necessario a guarire l'epicondilite: dalla prima visita, al trattamento fisioterapico e/o con terapie fisiche come onde d'urto o laser, fino alle indagini diagnostiche eventualmente necessarie per escludere altre patologie.